| Tutto è iniziato 10 anni fa quando, uno
Sportster 1200 importato direttamente dagli U.S.A. entra nel mio
garage, ma soprattutto nella mia testa. È stato amore a primo “giro” anche se il bicolore arancio e panna e l’abbondante alluminio “grezzo” di tutti gli accessori erano troppo soft per i miei gusti. Una linea aggressiva e slanciata, prestazioni competitive e il desiderio di vederla completamente ricoperta di cromo sono stati gli ingredienti della mia sfida. Così mentre le pagine di Freeway gareggiano con quelle dei cataloghi, con i soldi faticosamente accatastati un po’ alla volta riesco pian piano a dare forma ai miei progetti. La mia “bambina” inizia così a crescere: il motore assemblato e collaudato dalla Zipper’s Cycle di Washington, la cilindrata incrementata e un polmone S&S Super G indifferente ai consumi di carburante, sono i suoi primi passi. Passi da gigante però !! Infatti con un grossissimo tiro ai bassi giri e ad acceleratore “spalancato”, faccio fatica a rimanere attaccato al manubrio: l’asfalto sembra quasi arrotolarsi sotto i 130 mm di gomma posteriore che perdono incredibilmente aderenza. Così immerso nello sfondo nero del bar and shield aerografato con lingue di fuoco rosse e gialle che richiamano alla mente l’imponente Etna, da qui il nome Black Vulcan, non resisto alla tentazione di montare il 200 su uno spettacolare Viper cromato, con corona e puleggia same design, mentre la cinghia lascia posto ad una più robusta catena. Necessarie le modifiche al telaio e all’impianto elettrico, che hanno richiesto la paziente e preziosa manodopera di Orazio, capo dell'officina "Adrenalina". Black Vulcan inizia così la sua avventura a tutto gas! Mentre le emozioni si sorpassano, decido che è giunta anche l’ora di frenare: così ecco subito montato il disco PM da 13” con relativa pinza a 6 pistoncini, sempre in “stile” Viper. Provo a frenare e mi accorgo di essere arrivato… |